Perché un’azienda nel corso del tempo cresce, consolida la propria identità, aggiusta il tiro e di conseguenza anche la propria immagine si adegua ai mutamenti. È curioso vedere da dove si è partiti e dove ora si è arrivati. Cambiano le forme, i colori, gli stili.
L’unica cosa che rimane costante nel tempo è la qualità dei prodotti, la passione con cui ogni singolo pezzo viene pensato, progettato e costruito. Scopri l’evoluzione del marchio e logo Campagnolo!
| Marchio | Logo |
Nel 1952 la notorietà del marchio Campagnolo ha già raggiunto una dimensione internazionale. Il nome dell’azienda viene registrato con una veste grafica molto semplice e pulita.
Si sceglie di utilizzare una scrittura in stampatello maiuscolo per favorire la leggibilità di un marchio destinato a scrivere la storia del ciclismo.
Negli stessi anni il marchio Campagnolo subisce un’ ulteriore trasformazione. Al marchio in stampatello maiuscolo si affianca la riproduzione della firma del fondatore dell’azienda, Tullio Campagnolo, che viene portata in primo piano rispetto ad un disegno stilizzato che fa da sfondo.
Inizialmente dietro la scritta Campagnolo appariva un sole con meridiani e paralleli che negli anni successivi si modifica per arrivare alla rappresentazione semplificata del mondo.
Il messaggio è chiaro: già dagli anni 50 Campagnolo è una azienda che amplia i propri orizzonti a livello internazionale.
Nel 1976 il marchio Campagnolo, composto da firma del fondatore con il mondo sullo sfondo, viene racchiuso all’interno di uno ovale che ne facilita l’applicazione sui prodotti e su tutto il materiale che viene stampato, come ad esempio le etichette.
Nel 1979 lo stesso marchio subisce un leggero cambiamento; la struttura grafica rimane sostanzialmente la stessa, fatta eccezione per la scelta di utilizzare colori accesi in sostituzione del bianco e nero. Il risultato è molto giovane e accattivante tanto da venir ancora oggi largamente utilizzato negli USA.
Sempre nel 1976 il marchio Campagnolo viene semplificato per arrivar alla forma ancora oggi in uso.
Campagnolo ha raggiunto una notorietà a livello internazionale ed è diventato sinonimo di qualità.
Non c’è più bisogno della grafica attorno alla scritta Campagnolo, quella che viene valorizzata è esclusivamente la riproduzione della firma del fondatore, riproposta nella stessa grafica dei marchi nati nei primi anni 50. Nessun’altro soggetto può rappresentare al meglio una azienda che nel corso degli anni è cresciuta notevolmente aumentando la propria fama in tutte le parti del mondo.
Da sottolineare anche le scelte cromatiche; viene utilizzato il colore blu, un blu istituzionale che ancora oggi contraddistingue Campagnolo.
Campagnolo è una azienda ormai consolidata e le relazioni con l’estero aumentano di giorno in giorno.
Come tutte le cose che diventano famigliari e conosciute cominciano ad apparire le prime sigle che abbreviano il nome dell’azienda.
Grazie alle relazioni con i paesi anglosassoni, pian piano il nome Campagnolo viene abbreviato in Campy sulle riviste e nella corrispondenza. Da qui la decisione di registrare e tutelare questo diminutivo diventato parte integrante dell’azienda vicentina.
Campagnolo nasce nel 1933 per opera di Tullio Campagnolo.
Nel 1943, esattamente 10 anni dopo, viene ufficializzato il primo logo Campagnolo: la storica ruota alata. L’immagine ben rappresenta l’azienda ponendo in risalto il bloccaggio rapido, componente che ha avuto origine da una geniale intuizione del fondatore e che ancora oggi è lo standard universalmente in uso.
Negli anni successivi il logo Campagnolo subisce delle leggere modifiche; inizialmente la scritta cambio viene portata all’esterno della ruota per aumentarne le leggibilità e poi, nel 1948, sparisce grazie all’arricchimento della gamma.
La ditta vicentina infatti non si concentra più esclusivamente sulla produzione di cambi ed in quegli anni intraprende la fabbricazione di numerosi altri componenti per bicicletta. Anche le ali vengono ridisegnate e alleggerite, sintomo della volontà di prendere il volo agilmente e posizionarsi un gradino più in alto degli altri produttori di componentistica.
La ruota alata viene rinnovata e nel 1982 si registra un nuovo logo che discende direttamente da quella degli anni 40.
Il nuovo disegno è molto più essenziale rispetto al precedente; la ruota perde i raggi e mantiene solamente il cerchio, le ali e la maniglietta vengono ulteriormente stilizzati per dare una generale impressione di leggerezza.
La stessa ruota alata viene riproposta nel 1983 all’interno dello scudetto creato appositamente per celebrare il cinquantenario di attività dell’azienda e, assieme alla scritta CAMPAGNOLO, compone lo scudetto che ancora oggi rappresenta l’azienda in tutto il mondo perché riportato su ogni prodotto.
Tutti i marchi qui presenti sono proprietà di Campagnolo S.r.l.